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Arco

Il Polittico di di Lorenzo D'Alessandro

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TAVOLA n. 19 (10 cm x 27,5 cm).

San Paolo Apostolo, originario di Tarso, in Cilicia, e morto a Roma forse nel 67, durante l'impero di Nerone. L'Apostolo delle Genti si guadagnava il pane quotidiano facendo il tessitore di stuoie ed e' rappresentato, oltre che con la fune ed il canestro, rievocanti rispettivamente il suo antico mestiere e la fuga da Damasco, anche con la spada (simbolodelmartiriocui fu condannato), che in questa tavola egli regge nella mano destra unicamente ad un lembo del suo mantello. Se la spada e' l'attributo piu' diffuso in immagini posteriori al secolo XIII, nell'arte paleocristiana invece il Santo viene generalmente contraddistinto da un libro o un rotolo. Qui l'Apostolo delle Genti reca in mano sia la spada, sia il libro e, come San Pietro, fiancheggia il rosone ligneo intagliato, nella consueta posizione di contraltare in cui i due Santi sono solitamente rappresentati.

TAVOLA n. 20 (14,5 cm x 24 cm).

San Filippo Apostolo, secondo la tradizione anche qui associato a San Giacomo Minore (dipinto nella tavola immediatamente seguente) con cui ha in comune la festa che cade nello stesso giorno. Rappresentato in questo caso assai vecchio, con fluente barba bianca, l'Apostolo reca in mano come attributo un libro, elemento iconografico meno comune della croce (su cui subi' il martirio capovolto come San Pietro) al pari della pietra che ne ricorda la lapidazione, o, infine, del drago domato dal Santo alla presenza di pagani che volevano indurlo all'idolatria.

TAVOLA n. 21 (14,5 cm x 24 cm).

San Giacomo Minore, qui raffigurato, come s'e' gia' detto dianzi, in coppia con San Filippo, la cui festa e' celebrata congiuntamente e che spesso viene confuso col suo omonimo detto "il maggiore". Il Santo regge in mano il solito libro, quale denominatore comune a quasi tutti gli Apostoli di questa predella, ma l'elemento iconografico che lo accompagna piu' frequentemente e' un bastone da battilana, per ricordare l'arma con la quale venne massacrato quando fu trovato ancora in vita dopo essere stato precipitato dall'alto di un pinnacolo del tempio di Gerusalemme.

TAVOLA n. 22 (10 cm x 27,5 cm).

San Bartolomeo Apostolo, che subi' il crudele supplizio dell'asportazione cutanea, e' stato qui effigiato con entrambi i contrassegni iconografici della tradizione: il coltello, riferentesi al martirio patito ed il libro. L'immagine di questo Santo, con la pelle interamente levata, ha offerto ad alcuni pittori quattrocenteschi d'Oltralpe il pretesto per ricerche sulla dissezione umana, ed anche Michelangelo rappresento' Bartolomeo fra i santi della Cappella Sistina con la propria pelle in braccio. Il piu' noto dei molti templi a lui dedicati e' certamente quello di Benevento, dove furono accolte le sue reliquie provenienti dalle Isole Eolie, seguito da quello dell'Isola Tiberina, voluto da Ottone III, nel quale viene parimenti custodita una parte dei suoi resti mortali.

TAVOLA n. 23 (14,5 cm x 24 cm).

San Tommaso Apostolo che qui non presenta nessuno degli elementi iconografici piu' noti, come l'arnese da costruzione (una tavola o una squadra a ricordo dell'incarico di edificare "un palazzo celeste" conferitogli da Gundafar, re delle Indie, durante il viaggio dell'Apostolo in quelle regioni), o la lancia, simbolo del suo martirio, o, infine, il gesto di incredulita', notissimo, consistente nel levare al cielo il dito indice della sua mano destra, da lui introdotto nel costato di Gesu', ma il consueto libro, un attributo fra i piu' rari che il pittore severinate ha voluto porre in mano anche a questo Santo.

TAVOLA n. 24 (14,5 cm x 24 cm).

San Barnaba Apostolo, in questa tavoletta raffigurato imberbe, di giovanile aspetto, contrariamente alla tradizione che lo presenta molto vecchio e con barba bianca, e' l'unico discepolo di Gesu', fra quelli della predella, ritratto di profilo. Nella mano sinistra tiene il Vangelo di San Matteo, mentre leva la destra in aria con una gestualita' propria di chi sta facendo un commento dottrinale. Nell'arte toscana, l'Apostolo viene rappresentato, oltre che con l'attributo consueto del Vangelo, anche con un ramoscello d'olivo.

TAVOLA n. 25 (6 cm x 27 cm).

San Nicola da Tolentino, cenobita agostiniano vissuto nelle Marche con fama di taumaturgo, e' qui rappresentato in atteggiamento orante e con il saio caratteristico dell'Ordine. Il Santo, ritratto in aspetto giovanile, e' imberbe e non ha gli emblemi che solitamente lo contraddistinguono, vale a dire la stella in mezzo al petto, il libro delle regole, il giglio. San Nicola da Tolentino, protettore di corporazioni artigiane, di confratemite e di comunita' civili e religiose, e' venerato anche in altre regioni italiane, ed in Umbria, a Montefalco, nella chiesa di Sant'Agostino, esiste una scultura lignea quattrocentesca dell'asceta tolentinate. Un'altra immagine del Santo (dipinto attribuito a Francesco Melanzio - 1506) si trova, sempre a Montefalco, nella prima cappella di destra della chiesa di Santa Illuminata. Ma un cielo di affreschi, che piu' e meglio di qualunque altra rappresentazione descrive i fatti della vita di San Nicola, orna il Cappellone della Basilica tolentinate a lui dedicata, dove sono illustrati anche i numerosi miracoli suoi.

TAVOLA n. 26 (6 cm x 27 cm).

Santa Lucia Vergine e Martire, delicatamente raffigurata in abito bianco stretto alla vita, che ne asseconda le forme corporee, ha nel nome e nelle vicende del suo martirio un evidente riferimento sia all'immateriale, divina sostanza da noi afferrata con i nostri sensi, sia alla luce interiore, splendente nell'anima di una vergine saggia che la leggenda vuole si strappasse gli occhi per non cedere alle pretese del suo spasimante. L'attributo dei bulbi oculari posati su un piatto che la Santa tiene fra le mani, cosi' come appare in questa piccola tavola con cui termina la predella, non e' pero' l'unico prescelto dagli artisti, poiche' numerose immagini di Lucia sono spesso accompagnate, specialmente in Italia, anche dal libro, dal calice, dal pugnale, dalla spada, o, infine, dalle fiamme, secondo le diverse versioni del suo martirio.


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